Tesi – Alberto Marzona

“In obsculis vicissim se ibi in fratres et canonicos receperunt”: ricognizione e ricongiungimento del dossier documentario sulla lite de Matricitate (Bergamo, 1187)
Alberto Marzona, nato a Tolmezzo (UD) nel 1998, dopo aver conseguito la maturità scientifica presso il Liceo “Edoardo Amaldi” di Alzano Lombardo, ha ottenuto nell’aprile 2023 la Laurea Triennale in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Bergamo, con una tesi dal titolo «La penna e la spada: l’evoluzione della trattatistica di scherma civile dal XIII al XIX secolo» (relatrice Prof.ssa Clizia Carminati). Ha proseguito gli studi presso il medesimo ateneo, trascorrendo due semestri di mobilità internazionale presso la Wayne State University (Detroit, Stati Uniti d’America) e la University of Exeter (Exeter, Regno Unito). Nell’aprile 2026 ha conseguito la Laurea Magistrale in Culture Moderne Comparate con una tesi intitolata «“In obsculis vicissim se ibi in fratres et canonicos receperunt”: ricognizione e ricongiungimento del dossier documentario sulla lite de Matricitate (Bergamo, 1187)» (relatore Prof. Paolo Buffo). Nel luglio 2026 ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento delle discipline letterarie e del latino nei licei e ha approfondito la didattica del latino frequentando presso l’Istituto Italiano di Studi Classici di Roma un corso condotto secondo il metodo natura elaborato da H. Ørberg.
Abstract
La tesi ricostruisce il dossier documentario relativo alla lite de matricitate, la controversia giudiziaria che nel 1187 contrappose i capitoli delle chiese bergamasche di San Vincenzo e Sant’Alessandro per il riconoscimento del titolo di matrix ecclesia e delle prerogative connesse allo status di cattedrale, prima fra tutte la partecipazione all’elezione del vescovo. La ricerca si propone di individuare, censire, regestare ed esaminare criticamente la documentazione prodotta o utilizzata nel corso della causa, oggi distribuita tra il Fondo del Capitolo della Cattedrale dell’Archivio Storico Diocesano di Bergamo e la Collezione Pergamene della Biblioteca civica Angelo Mai. Attraverso un approccio interdisciplinare, che incrocia medievistica, diplomatica, paleografia e archivistica, il lavoro mira a ricongiungere virtualmente un corpus documentario complesso, eterogeneo e caratterizzato da forti ridondanze e richiami reciproci. Tale corpus documentario comprende bolle, privilegi, lettere, sentenze, appelli, interrogatori, indiculi privilegiorum, allegationes, elenchi di domande da porre ai testimoni, memoriali e altri allegati processuali, conservati sotto forma di originali, copie autentiche o semplici, minute ed estratti. L’Introduzione definisce gli obiettivi e il metodo della ricerca, ricostruisce sinteticamente lo svolgimento della controversia tra il 1186 e il 1190 ed esamina le prospettive offerte da strumenti digitali come Transkribus per la trascrizione, l’edizione e la valorizzazione delle fonti processuali. Il primo capitolo esamina la storia archivistica della documentazione, seguendone gli spostamenti, le dispersioni, i riordinamenti e le aggregazioni tra l’Archivio capitolare e la Biblioteca Angelo Mai. Nel primo capitolo si ricostruiscono inoltre le vicende di due aggregazioni documentarie dedicate alla lite. La prima è il fascicolo intitolato Causa de matricitate, costituito da monsignor Luigi Chiodi presso la Biblioteca civica Angelo Mai tra il 1957 e il 1974 e soppresso tra il 1988 e il 1990, in seguito al rientro del Fondo capitolare in Curia nel 1986. La seconda è il faldone denominato DE MATRICITATE, formato probabilmente dopo il 1990 con le carte capitolari rimaste presso la Biblioteca Angelo Mai e lì tuttora conservato. Il secondo capitolo ripercorre criticamente la tradizione storiografica sulla controversia, dagli eruditi bergamaschi dei secoli XVI-XIX agli studi e alle edizioni documentarie più recenti, evidenziandone meriti, dipendenze reciproche, eventuali lacune e problematiche ancora aperte. Le conclusioni propongono un bilancio della ricerca e indicano nuove possibilità di studio del processo e della documentazione giudiziaria medievale. La tesi si chiude con tre appendici, che costituiscono il cuore operativo del lavoro. La prima contiene la schedatura e il regesto di quarantadue unità archivistiche, corrispondenti alle ottantaquattro membrane conservate relative alla lite de matricitate. La seconda presenta la schedatura di due indiculi privilegiorum processuali, già editi ma attualmente dispersi. La terza consiste in un indice alfabetico delle deposizioni testimoniali, che consente di individuare le diverse pergamene in cui compare ciascun testimone e di ricostruire testimonianze ripetute, frammentarie o distribuite tra più unità documentarie. Questa ricerca ambisce a costituire un utile strumento di corredo per quanti vorranno in futuro realizzare edizioni integrali della documentazione processuale o affrontare una rilettura complessiva della lite de matricitate, valorizzando un corpus di particolare rilevanza per la storia delle istituzioni ecclesiastiche, della cultura giuridica e delle pratiche documentarie nell’età comunale.
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