Restauri

Restauri in Archivio storico diocesano di Bergamo

Gli interventi di restauro in corso in Archivio nel 2026, interessano due manoscritti medievali (secc. XIII-XIV) e una porzione del patrimonio fotografico relativo ai vescovi diocesani (1905 – 1963) e sono funzionali al perfezionamento dei progetti scientifici di studio, digitalizzazione e catalogazione in corso sugli stessi. Questi capolavori non sono solo parte integrante della nostra Diocesi, ma anche dei tesori del nostro patrimonio culturale.

La nostra Diocesi ha ottenuto dalla Fondazione della Comunità Bergamasca un contributo di 2500 euro per il restauro. Trattandosi di un bando a raccolta, il contributo sarà confermato a fronte della raccolta di almeno 250 euro (pari al 10%) da parte dei nostri sostenitori.

È un’opportunità straordinaria per preservare e valorizzare queste opere inestimabili:

 

Rotulum episcopatus Bergomi (1258)

Rarissimo esempio di cartulario vescovile, risalente al sec. XIII, in cui sono raccolti, trascritti e sunteggiati, circa un migliaio di documenti, organizzati per antiche “Curiae”, relativi ai possessi fondiari e ai diritti signorili del Vescovado e dove si trovano vergati anche atti del sec. XI, i cui apografi sono andati perduti.

Il manoscritto presenta deformazioni e strappi dei fogli pergamenacei; macchie e depositi superficiali; la quasi totale lacerazione della cerniera anteriore della coperta e il distacco parziale dei passaggi di ancoraggio dei supporti di cucitura ai quadranti.

Il restauro si pone come obiettivo il recupero della funzionalità della legatura e il consolidamento e il restauro di tutti gli elementi codicologici presenti, nell’ottica di un minimo intervento. Verranno impiegati materiali di elevata qualità, idonei alla conservazione, di provata stabilità e reversibilità.

 

 

Acta Bartolomei Ossae (1295-1318)

Registro di imbreviatura notarile del notaio Bartolomeo De Osa, comprendenti tra il 1295 e il 1318 relativi a opzioni di prebende e cause annesse, assoluzioni, conferimenti di canonicati, ordinaciones, visitationes, dispense, carte di procura, tonsure, permute, soluciones, investiture, nonché gli il gli atti del sinodo diocesano del 1304, gli statuti della cattedrale del 1309, gli atti relativi alla pace tra i Colleoni e i Mozzi nell’aprile del 1311. Vi sono anche atti rogati per privati: una clientela di altissimo rango, come membri della famiglia Longhi, da Scanzo, presuli e di altri notai episcopali.

Il manoscritto presenta abrasioni e lacerazioni diffuse sui piatti della coperta; deformazioni di lieve e media entità e macchie sul corpo del volume; danneggiamento della  cucitura in corrispondenza degli ultimi fascicoli; deformazione e lacerazione dei lacci di chiusura.

Il restauro si pone come obiettivo il recupero della coperta, la distensione di eventuali pieghe o deformazioni di grave entità; la realizzazione di un contenitore bivalve in cartone rivestito con tela per la conservazione. 

 

Raccolta fotografica relativa agli episcopati dei vescovi R. Tedeschi (1905-1914) e G. Piazzi (1953-63)

La raccolta fotografica, oltre a restituire alla comunità bergamasca un patrimonio visivo che documenta il magistero dei vescovi e la vita sociale del territorio tra la fine del XIX secolo e gli anni Novanta del XX, è costituita da scatti di autorevoli studi fotografici attivi in Italia e all’estero. Sono inoltre documentati, tra gli scatti dei pellegrinaggi a Lourdes 1897 e in Terra Santa 1903, alcune fotografie  più recenti di studi provinciali, come quello di Taramelli di Bergamo.

Il materiale si presenta in cattivo stato di conservazione, vista la presenza diffusa di povere e depositi superficiali e l’assenza di idoneo condizionamento. I positivi presentano ingiallimento, foxing e il caratteristico specchio d’argento alla gelatina. Per quanto riguarda gli album, presentano ossidazione diffusa, imbrunimento e acidità del supporto. In corrispondenza dei margini sono presenti danni meccanici, come pieghe e lacerazioni.

Il restauro si pone come obiettivo quello di procedere in via prioritaria alla spolveratura e al ricondizionamento dei fondi e alla disinfezione del materiale che presenta tracce di danno microbico.

 

Potete contribuire alla raccolta fondi effettuando una donazione al progetto entro il 31 ottobre 2026. Potete donare in diversi modi:

Bonifico Bancario (conti correnti della Fondazione)
Intesa Sanpaolo Private Banking: IBAN IT27S 0306909606100000124923
BPER Banca: IBAN IT40T 05387 11100000042728991
Banco BPM: IBAN IT63S 05034 11121000000029732
Indicando esplicitamente la CAUSALE: Restauri in Archivio storico diocesano di Bergamo – Diocesi di Bergamo

Online
Sul sito della Fondazione www.fondazionebergamo.it/progetti-in-corso/ ed effettuando la donazione con carta di credito direttamente dal progetto.

Ogni contributo, grande o piccolo, farà una differenza significativa. Il restauro di “una parte molto significativa del patrimonio documentario della Chiesa di Bergamo” non è solo un intervento conservativo, ma un atto di cura e rispetto verso la nostra storia e le generazioni future che potranno continuare a studiare e fruire questi beni.

UNITEVI A NOI! Invitiamo tutti i membri della comunità, tutti coloro che apprezzano la storia, l’arte e la cultura, a unirsi a noi in questa iniziativa. Insieme possiamo fare in modo che due manoscritti del XIII secolo, unici nel loro genere per la storia medievale del territorio e una cospicua raccolta fotografica che testimonia la vita della chiesa di Bergamo nel ‘900, risplendano nuovamente a servizio della memoria collettiva.

 

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Intervento conservativo e di restauro degli Antifonari del Capitolo della Cattedrale (2016-2019)

L’Archivio Storico Diocesano di Bergamo ha avviato nel gennaio 2016, grazie al contributo CEI sui beni culturali ecclesiastici, alcuni interventi conservativi e di restauro sul fondo dei corali del Capitolo della Cattedrale di Bergamo.

Il fondo è costituito da sette codici contenenti le antifone che erano cantate in coro, durante gli uffici divini, nel corso dell’intero l’anno liturgico.

Di questi, cinque furono miniati tra il 1486-1498, dal maestro Jacopo da Balsemo e bottega, maestranza che dominò il campo artistico bergamasco a cavallo tra l’età tardo gotica e quella rinascimentale.

L’assoluto valore di questo materiale, già studiato nel 1972 in una monografia sul miniatore da L. Cortesi e G. Mandel, edita per la collana Monumenta Bergomensia, nel 1994 da N. Gritti, in occasione della sua tesi di laurea presso l’Università degli studi di Milano e nel 2010 dal musicologo statunitense G. Towne, è tuttora oggetto di una tesi di laurea magistrale in codicologia, che si sta svolgendo in questi mesi in Archivio Storico Diocesano.

Tuttavia, per poter rendere consultabili i codici è stato necessario provvedere agli interventi conservativi e di restauro sopracitati, volti perlopiù a consolidare le miniature e i media grafici deteriorarti e ricollocare alcune carte sciolte che avrebbero rischiato di danneggiarsi con la manipolazione.

Di seguito un piccolo diario delle operazioni di restauro che si sono svolte nel laboratorio allestito presso la Sala dei Canonici, a cura della dott.ssa Valeria Arena.

Studi preliminari e analisi conoscitive. Studio del supporto in pergamena e rinvenimento di tracce del capitello in seta

 

Spolveratura e rimozione dei depositi superficiali

 

 

 

 

 

 

 

Consolidamento delle abrasioni e dei sollevamenti del cuoio della legatura mantenendo in evidenza le tracce di elementi non più presenti

 

 

 

  

 

 

 

 

 

Distacco delle riparazioni pregresse in pergamena per permettere il recupero dei documenti impiegati per queste e per ridurre le deformazioni da esse provocate. Pulitura con vapore freddo a ultrasuoni dei residui di adesivo dai frammenti in pergamena

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Studio dei pigmenti e dei leganti delle miniature delle diverse epoche per permetterne il successivo consolidamento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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